Vannacci fa paura a Meloni
Ciao e buona domenica,
questa è l’uscita 121 di S’È DESTRA, la newsletter settimanale che racconta fatti, storie, culture, politiche delle destre in Italia e nel mondo. La scrivo io che sono Valerio Renzi, faccio il giornalista e da anni mi occupo di questi argomenti con libri, inchieste, articoli di cronaca.
Oggi parliamo di quanti guai la nascita del nuovo partito di Roberto Vannacci procura alla coalizione di centrodestra, e come per la prima volta sembra concretizzarsi uno spazio a destra di Lega-FdI-FI non completamente velleitario (e di come questa è davvero una buon anotizia per i neofascisti).
Vi segnalo questo pezzo uscito su Fanpage.it sullo stesso argomento (Cosa dobbiamo aspettarci dall’ultradestra di Vannacci). E anche questa chiacchierata con Frammenti di Storia finita dritta dritta sul loto canale Youtube:
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L’epilogo era ormai solo questione di tempo: mercoledì l’ex generale dei parà Roberto Vannacci ha detto addio alla Lega di Matteo Salvini, fondando un suo movimento chiamato Futuro Nazionale. Già dai giorni precedenti aveva iniziato a circolare il simbolo: sfondo blu, tricolore più simile a una penna dei Bersaglieri che alla fiamma del fu MSI, fascio font e in giallo a caratteri cubitali “VANNACCI”.
Testa al 2027: Vannacci è una vera grana per Meloni
Ora io credo che questa sia la novità più rilevante nello schieramento di centrodestra dalla fine del partito unico di centrodestra sognato da Silvio Berlusconi, il Popolo delle Libertà. E sono anche convinto che comunque vada la presenza sulla scena del generale come attore autonomo sarà una grana non di poco conto per Palazzo Chigi. La Lega lo imbrigliava come un’anomalia tutto sommato gestibile in una coalizione che, nonostante sia molto chiaro chi sia l’azionista di maggioranza, rimane pur sempre uno schieramento plurale dove esistono sensibilità e distinguo. Ora è un concorrente.
Partiamo da un assunto: al suo debutto la nuova creatura politica è stata rilevata dagli istituti demoscopici tra il 3 e il 4% di consensi. Certo le elezioni sono molto lontane, ma non farci i conti è impossibile perché con l’attuale legge elettorale, ma anche se questa dovesse essere cambiata, una percentuale di voti simile può determinare la sconfitta della coalizione di centrodestra se tenuta al di fuori del perimetro dell’alleanza.
D’altronde a oggi sembra molto difficile pensare di tenere in coalizione Vannacci (mezzo milione di preferenze alle elezioni europee come capolista della Lega in tutti i collegi, ricordiamo), il cui movimento nasce proprio per raccogliere consensi a partire da quello che Meloni e Salvini non starebbero facendo (di tutta risposta i diretti interessati ora punterebbero ad approvare il famoso “blocco navale” contro le Ong che operano nel Mediterrano in fretta e furia). Le posizioni fortemente filorusse di Futuro Nazionale al momento sarebbero poi incompatibili con il Governo: Salvini e la Lega dicono una cosa ma poi ne votano un’altra senza troppi problemi, cosicché Meloni e i partner europei sono ben poco preoccupati. Ma ora c’è qualcuno che professa coerenza.
E se Vannacci è fuori dalla coalizione vuol dire che i voti da qualche parti vanno recuperati, magari al centro imbarcando Carlo Calenda, un alleato scomodo e indigesto che potrebbe ulteriormente agitare le acque.
Per la prima volta dopo molto tempo il centrodestra potrebbe essere messo in crisi su quello che era stato il suo più grande punto di forza: la stabilità della coalizione. Certo, poi in parlamento potevano determinarsi maggioranze diverse (vedi tra lgi ultimi Governo Monti, Governo Draghi, Conte I e Conte II) e il favore degli elettori rivolgersi a un leader e una forza politica piuttosto che un’altra (vedo lo spostamento del consenso dalla Lega e Salvini a Fratelli d’Italia e meleoni dal 2018 al 2022). Eppure queste oscillazioni, per quanto significative, avvenivano in una cornice stabile. Ora potrebbe non essere più così.
Creare mostri e perderne il controllo
Il bello è che di questa situazione è in tutto e per tutto colpa della stessa leadership del centrodestra, che è come se avesse comprato un container per riempirlo di mostri e incubi da cui attingere all’occorrenza, sicuri che nessuno si sarebbe preso la briga di farne un bazar aperto 24 ore su 24. Vannacci è stato oggettivamente un imprevisto. Scoperto per caso grazie al suo libro Il Mondo al Contrario auto pubblicato su Amazon e pieno di tesi razziste, sessiste, omofobe e reazionarie scopiazzate qua e là e diventato ben presto un caso politico, Vannacci è diventato una star della destra destra di governo e del sistema mediatico che la sorregge (tv, giornali, social network) come paladino del politicamente scorretto e del free speech. Il resto è storia: alla fine l’ex generale ha deciso di mettersi in proprio, occupando uno spazio che fino a ieri sembrava non esistere, quello alla destra dell’esecutivo più a destra della storia Repubblicana.
Anche in questo caso la colpa è oggettivamente della destra di governo, che si è servita di Vannacci per combattere le sue guerre culturali, e di Salvini che in crisi di consensi ha pensato di poterlo governare mettendoselo in casa per guadagnare un po’ di voti alle scorse elezioni europee. Alla fine la creatura creata in laboratorio, come da cliché, si è rivoltata contro i suoi creatori, decidendo di scegliere per sé.
Lo spazio a destra di Meloni ora esiste
E a farne le spese non sarà solo la Lega: più che cannibalizzare il partito di Salvini, Futuro Nazionale pesca in tutto il bacino elettorale di centrodestra (in particolare in quello al momento più ampio e di opinione, ovvero quello di Fratelli d’Italia), facendo pericolosamente prefigurare l’affermarsi di una nuova leadership.
Negli ultimi dieci anni la radicalizzazione della destra globale è arrivata ad avere normalizzato il razzismo biologico come argomento (per dirne una: solo venerdì Donald Trump ha postato un’immagine in cui i coniugi Obama sono ritratti come scimmie). In Italia ha avuto come effetto quello di aver premiato quelle forze che si sono poste all’opposizione presentandosi come anti sistema, prima è toccato a Matteo Salvini e poi a Giorgia Meloni come abbiamo accennato. Certo stare all’opposizione di un governo di destra non è lo stesso che stare all’opposizione di un governo tecnico, ma un effetto scomposizione già ora sembra essersi prodotto-
L’arrivo del partito del generale Vannacci nell’agone politico rende così possibile una circostanza che fino a pochi mesi fa sembrava implausibile: la consistenza elettorale per un’opzione politica alla destra di Giorgia Meloni. Dopo il fallimento dell’avventura elettorale di CasaPound quella opzione sembrava definitivamente chiusa, oggi invece i neofascisti hanno un leader populista a cui possono salire in groppa.
La scelta del deputato ex leghista oggi nel partito di Vannacci, Domenico Furgiuele, di ospitare il comitato Remigrazione e Riconquista alla Camera, per una conferenza stampa impedita dai parlamentari di opposizione, ci racconta proprio dell’avvicinamento tra CasaPound e altre sigle dell’estrema destra promotrici della raccolta firme con il Generale. Secondo quanto racconto su Repubblica da Matteo Pucciarelli, il riavvicinamento starebbe avvenendo proprio sull’assunzione della parole d’ordine della remigrazione, ormai cavallo di battaglia dell’estrema destra tra le due sponde dell’Atlantico, con l’organizzazione di eventi e banchetti in comune sui territori. Il prossimo libro di Vannacci non a caso è intitolato Il mondo al contrario II -Remigrazione.
Un partito per gli sceriffi influencer
Qualche settimana fa su questa newsletter mi chiedevo per ipotesi quanto potesse valere un partito che avesse come volti figure come Simone Cicalone, Massimiliano Zossolo, Marco Rizzo e proprio Roberto Vannacci, ovvero volti che hanno la propria cifra nella forza comunicativa che riescono a esprimere su internet come vigilantes e provocatori dell’alt right alla amatriciana. Poco importa chi è nato influencer per strizzare l’occhio alla politica e chi da politico si è fatto influencer, l’importante è come raccolgono visibilità e consenso.
Ragionavo proprio su Vannacci: “Da quando è esploso il fenomeno “Mondo al Contrario”, l’ex generale della Folgore ha preso immediatamente le sembianze di un fenomeno mediatico dei nostri tempi estremamente personalizzato, ovvero l’influencer. Vannacci invece di vendere pubblicità ha venduto se stesso come politico”.
Ora c’è una forza politica che può raccogliere questo tipo di figure: Futuro Nazionale più che su una struttura radicata sui territori e su un partito vero e proprio, potrebbe combinare quel poco di militanti e attivismo aggressivo rimasto nelle mani delle organizzazioni neofasciste italiane, con la visibilità e la capacità di pagine e influencer che hanno investito tutto sull’agenda della destra globale e sulla sicurezza con la loro grande capacità di imporsi nel dibattito pubblico.
Il sostegno della destra MAGA
Il nuovo partito di Roberto Vannacci potrebbe inoltre avere sponsor internazionali decisamente significativi. Vice capogruppo dei Patrioti a Bruxelles, dopo l’addio alla Lega è stato espulso e ora ad attenderlo a braccia aperte c’è il gruppo più a destra dell’Europarlamento l’Europa delle Nazioni Sovrane, dei tedeschi di Alternative für Deutschland.
Non è un mistero che su AfD ha puntato molto la destra MAGA statunistense. L’estrema destra tedesca è ormai di casa a Washington e gode del sostegno di Elon Musk e di altri oligarchi digitali. Proprio il rapporto con AfD potrebbe portare in dote a Vannacci importanti appoggi atlantici.
Steve Bannon, che è l’ex stratega del primo mandato di Trump, oggi voce della linea dura del mondo MAGA, ha di recente dichiarato parlando di Meloni: “Guarda, lei era fantastica, ma ormai è diventata una globalista totale. Ha giocato il gioco della Ue perché le servivano i soldi, e quello della Nato. Parla tanto dell’Ucraina, ma quando si tratta di mandare finanziamenti e truppe cambia canzone. Francamente, credo che nulla di quanto dice sia rilevante, perché non ha risorse economiche e militari per sostenerlo. Non la prendo più seriamente e nessuno negli Usa lo fa”.
Un ritratto quello del politico italiano che piacerebbe a Bannon che si ritaglia perfettamente sul generale Vannacci. Secondo il quotidiano La Stampa già ci sarebbe stato un primo abboccamento vis a vis: uno dei più stretto collaboratori di Bannon, Benjamin Harnwell, avrebbe avuto contatti con il responsabile dell’associazione Mondo al Contrarioi per il Sud Giulio Curatella.
Un partito filorusso
Futuro Nazionale si configura poi ovviamente come una forza filo russa. Possiamo dire proprio che lo strappo politico con Matteo Salvini si è consumato sulla scelta della Lega di votare il sostegno a Kiev. L’ex parà è in tutto e per tutto un politico amico del Cremlino, cosa che non può che impensierire: fino a che punto è disponibile a incassare l’appoggio di Putin? Fino a che punto Vannacci è disposto a fare da ripetitore della propaganda di guerra russa?
In Italia in questo momento esiste già quello che si configura come un piccolo proxy russo: Democrazia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Francesco Toscano. Al congresso appena concluso di questa piccola forza politica, che nei sondaggi però ha una consistenza maggiore dell’estrema sinistra fuori dal centrosinistra, sono intervenuti sia l’ambasciatore di Mosca, che la portavoce di Lavrov Maria Zakharova.
Ora DSP e Futuro Nazionale si possono incontrare? In Italia può nascere un polo politico che ha come minimo comune denominatore quello di guardare alla Russia di Putin? Difficile, quello che però è certo è che ci sono oggi almeno due forze politiche filorusse in Italia, più la Lega che vorrebbe ma non può.







Mi chiedo quanto ancora si potrà spostare la finestra di Overton a destra, verso estremismi più socialmente accettabili e condivisibili. Vannacci (come AfD, o Fuentes/West in US) è il punto di rottura all'estremo, la frattura fra una destra autoritaria ora centrista, e una nuova destra ancora indefinibile, ma con valori e idee dichiaratamente antidemocratici.
Vabbe', speriamo che Musk ci faccia emigrare (noi o loro) su Marte prima che inizino i fuochi d'artificio.
Gli hanno messo quel cervello AB e qualcosa, di Franchisten Junior. Quindi è nata la Cosa. 😨